I consigli per ottenere un filetto di manzo morbido e tenero!


I consigli per ottenere un filetto di manzo morbido e tenero!

I consigli per ottenere un filetto di manzo morbido e tenero!

E’ il più pregiato nella stirpe della carne bovina, riconosciuto  e diffuso al punto tale che non esiste altro nome per indicarlo: stiamo parlando del  filetto di manzo: la specialità del Ristorante Al Postiglione.

Innanzitutto con questo termine vogliamo indicare il taglio di carne ricavato dalla regione lombo-sacrale dei bovini (manzo), ma anche dei suini, selvaggina ( lepre e cervo) così come dalle parti più tenere della carne di pollo, o nei pesci come il tonno, la cernia o lo sgombro.

Le caratteristiche del filetto di manzo

Il taglio del filetto si sviluppa in parallelo alla costata, sotto le vertebre lombari e in prossimità dei reni.

E’ un muscolo che, durante la vita dell’animale, non viene quasi mai allenato, rimanendo particolarmente tenero quando lo andiamo a cucinare e mangiare.

E’ pregiato perchè ha dimensioni  davvero  ridotte nell’animale, rappresentando il 2,5% di tutta la carne che si può ricavare da un bovino, con un peso che può raggiungere al massimo i quattro chili, a cui viene poi sottratta la parte di grasso e zone di scarto, arrivando a 3 chili circa di porzione utile.

Queste due caratteristiche, insieme ad una polpa tenerissima con grana uniforme e minuta, spiegano perchè questa prelibata carne ha un prezzo alto, come ad esempio le cifre esorbitanti nel caso di filetto Kobe, derivato dal manzo giapponese.

I tagli del filetto

Il filetto è un muscolo conico, con base larga che si restringe verso l’alto.

Si divide in genere in tre parti: testa, cuore e coda, ma è possibile cucinarlo anche interamente, dopo aver eliminato pelli e aree ricche di nervi.

La testa viene anche chiamata Chateaubriand, la parte più grossa del filetto, ma meno fine perchè più ricca di tessuto connettivo: è la migliore alla griglia, rigorosamente al sangue, con uno spessore di 5-6 cm. Particolarmente adatto anche agli arrosti farciti, per bistecche saporite e ancora carpacci e tartare.

La parte centrale è cuore del filetto o tournedos, dalla forma regolare e polpa compatta: ideale per arrosti in crosta o ancora per bistecche, i tournedos possono anche essere avvolti nella pancetta e legati con lo spago prima della cottura, per trattenere meglio i succhi della carne durante la cottura e aumentare il sapore.

Infine, la parte finale, più stretta, prende il nome di coda o di filet (famosi i “filet mignon”), e può essere utilizzata tagliata a dadi per preparare spezzatini di carne o per tartare, ragù e raffinate polpettine, da accompagnare poi con tantissimi contorni come funghi, tartufo, patate e così via.

Le tecniche per cucinare il filetto di manzo

Ecco alcuni consigli che vi diamo per cucinare al meglio il vostro filetto di manzo: Il primo impatto con la padella è fondamentale per il risultato finale: preferite una padella di ferro, dorandola leggermente con burro o olio prima di posizionare la carne.

Al momento della rosolatura, si forma la tipica crosticina, impedendo agli umori di disperdersi, in questo modo donerete alla preparazione succosità e sapore: si tratta della Reazione di Maillard, che avviene tra gli aminoacidi delle proteine e gli zuccheri della carne a temperature comprese tra i 140 e 180°C.

Sei un’amante della carne e non resisti al sapore e al gusto della carne fresca e di qualità?

Filetto di manzo fragole e vino rosso
Filetto di manzo fragole e vino rosso

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